Configurazione del logo

Il logo della 70 a Settimana Liturgica Nazionale – commissionato dall’Arcidiocesi di Messina – Lipari – S. Lucia del Mela al team organizzativo – presenta un andamento circolare, così come suggerito dalla disposizione stessa degli elementi che lo compongono. Lo sfondo può essere di colore bianco o arancione, colori usati per la realizzazione del manifesto.
Il presente logo non può mai essere usato su sfondo in tonalità di colore azzurro, blu, giallo e dorato, al fine di mantenere le originali caratteristiche dei colori dei simboli, spiegati di seguito.

Gli elementi che non possono mancare

Il logo contiene quattro simboli essenziali che traducono e definiscono i lavori che si
celebreranno a Messina dal 26 al 29 agosto 2019 LITURGIA: CHIAMATA PER TUTTI ALLA SANTITÀ
BATTESIMALE. SCELTI PER ESSERE SANTI ED IMMACOLATI DI FRONTE A LUI NELLA CARITÀ (Ef 2,1- 4):

  1. una colomba dalle ali spiegate, di colore azzurro sfumate con il bianco, che raggiunge la tonalità dorata all’estremità delle piume delle ali e della coda il cui capo è adornato da un’aureola dorata luminosa;
  2. le spighe di grano, curve a sottolinearne la pienezza dei chicchi, dal colore dorato, con un solo nodo tra gli steli;
  3. la stilizzazione della Zona Falcata del Porto della Città di Messina di colore bianco, delimitata dal frastagliato confine naturale di colore azzurro;
  4. l’immagine stilizzata della Vergine Maria sottolineata da un’aureola nei colori del mare che ne circonda il volto.

I caratteri tipografici

Il logo non è inscritto nella descrizione dell’evento (70 a SETTIMANA LITURGICA NAZIONALE). L’elemento descrittivo, infatti, trova la propria posizione sul lato destro del logo, a distanza e mai unito al terzo simbolo al fine di garantire la miglior leggibilità e visibilità. Il font usato per la descrizione dell’evento riporta il tipo di carattere Perpetua con effetto Maiuscolo Forte in un orientamento Orizzontale.

I Simboli: individuazione, presentazione e spiegazione tematica


Il punto di partenza, nella lettura del logo, non può prescindere dall’iniziativa di Dio per
il suo popolo che si concretizza per la mediazione del Figlio nella potenza dello Spirito Santo
; questo movimento, raffigurato dall’immagine che ne esprime l’unità, è rappresentato dalla colomba e dall’aureola dorata luminosa posta attorno al suo capo.


Il primo simbolo guida la lettura del logo da sinistra verso destra per poi ricongiungersi ad esso secondo i canoni culturali occidentali; l’azione dello Spirito Santo attraversa e vivifica, con la sua presenza, i tempi e i luoghi della Chiesa fin dal suo sorgere e ne accompagna il suo sviluppo. Questo cammino è espresso dai quattro simboli del logo.


Le spighe dorate simboleggiano l’universale chiamata alla santità che Dio rivolge ad ogni uomo, raggiungendolo nell’ambiente storico-culturale in cui vive; focalizzazione imprescindibile della Chiesa che si manifesta nelle espressioni di diocesanità, legata a un territorio.


Il territorio stilizzato della Zona Falcata del porto messinese – quale simbolo scelto – raffigura l’Arcidiocesi di Messina – Lipari – S. Lucia del Mela e l’Archimandritato del SS. Salvatore di Messina, sito della Celebrazione della 70 a Settimana Liturgica Nazionale.


Il cammino della Chiesa è sostenuto dalla materna presenza di Maria posta al centro dei simboli. È Lei che veglia e prega insieme ai discepoli (At 1,14), di ogni tempo e luogo, rivolgendo l’invito: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2,5).


Unitamente ai Santi Bartolomeo e Lucia, La Beata Vergine Maria è Patrona e Protettrice dell’Arcidiocesi, venerata nella città di Messina con il titolo di Madonna della Lettera; Veloce Ascoltatrice della Parola del Figlio Suo sostiene la “disianza” di chi, varcando il porto¹ , a Lei ricorre.


1.All’ingresso del Porto di Messina, sul torrione dell’antico forte San Salvatore, sorge la stele alta 60 metri, fatta costruire dall’Arcivescovo mons. Angelo Paino nel 1934. La colonna è sormontata dalla Statua della Madonnina, simbolo della città. Alla base è riprodotto il saluto rivolto dalla Vergine: “Vos et ipsam civitatem benedicimus”.